AASTER ha lavorato con partner e committenti di diversa natura e mission portando all’interno delle organizzazioni e dei contesti di programmazione pubblica e privata un approccio orientato ad incorporare nelle rispettive logiche di azione capacità di ascolto, intervento e progettazione nei confronti di contesti territoriali di diversa scala di interessi: dalle comunità locali ai distretti produttivi, dalle piattaforme territoriali agli spazi macroregionali, dalle dinamiche città-campagna a quelle tra aree metropolitane italiane ed europee.

Centro Servizi Calza Castelgoffredo
Centro Servizi Ceramico Castelli
Centro Studi PIM
CLAC Cantù
Ersaf Lombardia
Ervet
GAL Colline Ioniche
Imprese e territorio – Bergamo
IREALP
Patto per il sociale dell’Appennino Centrale
Patto per il sociale Zona Ovest Torino
Patto territoriale Appennino Centrale
Patto territoriale Napoli Nord Est
Patto territoriale Nord Astigiano
Patto territoriale Val di Cembra
Promart
Teatro Pubblico Pugliese
Torino Internazionale

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.