AASTER ha lavorato con partner e committenti di diversa natura e mission portando all’interno delle organizzazioni e dei contesti di programmazione pubblica e privata un approccio orientato ad incorporare nelle rispettive logiche di azione capacità di ascolto, intervento e progettazione nei confronti di contesti territoriali di diversa scala di interessi: dalle comunità locali ai distretti produttivi, dalle piattaforme territoriali agli spazi macroregionali, dalle dinamiche città-campagna a quelle tra aree metropolitane italiane ed europee.

Cittalia Fondazione ANCI
Fondazione “Alessandro Volta”
Fondazione “Alessandro Volta”
Fondazione “Don G.B. Gianolio” Alba
Fondazione “Ivano Barberini”
Fondazione Brescia Musei
Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì
Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
Fondazione Cassa di Risparmio di Torino
Fondazione Con il Sud
Fondazione Democenter Modena
Fondazione ENI “Enrico Mattei”
Fondazione Fiera di Milano
Fondazione ISMU
Fondazione La Triennale di Milano
Fondazione Transita
Open Society Foundation – Bucarest
Touring Club Italiano
UniCredit Foundation

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.