Da tempo, nel contesto della vita associativa del Consorzio Distributori Alimentari vi è percezione diffusa del crescente gap tra lo sforzo di modernizzazione imprenditoriale messo in atto dal mondo della distribuzione di bevande per contribuire allo sviluppo duraturo del proliferante mondo Horeca italiano e lo scarso riconoscimento di questo sforzo nell’ambiente economico, sociale ed istituzionale nel quale si strutturano relazioni e scambi che danno senso e significato alla mission aziendale di chi fa distribuzione di prossimità. L’attività di accompagnamento portata avanti dal Consorzio AASTER ormai da un triennio è finalizzata a sostenere il CDA nella riduzione di questo gap, operando con iniziative di ricerca partecipata e animazione territoriale che hanno puntato a rappresentare l’evoluzione della struttura e dell’organizzazione imprenditoriale, la complessa articolazione delle relazioni di filiera, e delle trasformazioni dei mercati di riferimento a livello territoriale quale esito dell’interazione tra gli attori economici, sociali ed istituzionali che concorrono a formarne la specifica strutturazione delle relazioni di mercato. Si è trattato di un complesso di attività di auto-inchiesta, ricerca e animazione territoriale, rappresentazione documentaristica che hanno dato origine, tra le altre cose, a strumenti di auto-rappresentazione quali il docufilm “Le reti dell’ultimo miglio”, prodotto da AASTER e IULM, e al libro “I turismi visti dall’ultimo miglio. Le piattaforme del turismo tra prossimità e simultaneità globale” (2024).“Territori in tour – Turismi, lavori, logistica e sostenibilità nelle piattaforme territoriali dell’Horeca” si configura come un’iniziativa che mira, attraverso l’ascolto, il racconto e la riflessione territoriale, a costruire momenti locali di rappresentazione dei territori di insediamento dei soci nell’ottica di alimentare una “coscienza di luogo” capace di confrontarsi con le grandi trasformazioni e ricadute indotte dai flussi turistici, di cui la filiera Horeca è tondino di ferro. Senza la presunzione di “risolvere problemi” o “dare ricette”, i momenti locali di cui si dà conto in queste pagine, organizzati nel corso dell’anno, e destinati a proseguire nel 2025, sono da inquadrare come piccolo contributo dei soci locali e del CDA nel capacitare i territori, all’interno dei quali si vive e si fa impresa, ad avere maggiore consapevolezza dei processi trasformativi in corso indotti da un’economia dei turismi e dei consumi fuori casa che richiede discernimento collettivo diffuso, pena il rischio di esserne travolti o, al contrario, esclusi.