Mutamento della composizione sociale e dei lavori

Rientrano in questo ambito progetti e iniziative territoriali finalizzate allo studio delle ricadute dei processi di modernizzazione sulla composizione sociale dei territori, con particolare riferimento alle trasformazioni delle forme dei lavori, al mutamento delle culture associative e della rappresentanza degli interessi, all’insorgere di forme di auto-organizzazione sociale e di nuove forme di rappresentanza.
Quattro i filoni di attività sviluppati negli anni:

  • Metamorfosi dei sistemi locali di micro e piccola impresa (capitalismo molecolare, lavoro autonomo di prima generazione)
  • Metamorfosi delle reti terziarie delle professioni di servizio alle imprese e alle persone (capitalismo personale, knowledge worker, professioni della cura, etc.)
  • Metamorfosi delle forme della rappresentanza degli interessi collettivi organizzati delle imprese, del lavoro, delle professioni
  • Mutamento delle forme della coesione sociale e delle forme di convivenza in rapporto alle trasformazioni urbane e territoriali
Territori in tour – Turismi, lavori, logistica e sostenibilità nelle piattaforme territoriali dell’Horeca 2024

Committente: Consorzio Distributori Alimentari


Da tempo, nel contesto della vita associativa del Consorzio Distributori Alimentari vi è percezione diffusa del crescente gap tra lo sforzo di modernizzazione imprenditoriale messo in atto dal mondo della distribuzione di bevande per contribuire allo sviluppo duraturo del proliferante mondo Horeca italiano e lo scarso riconoscimento di questo sforzo nell’ambiente economico, sociale ed istituzionale nel quale si strutturano relazioni e scambi che danno senso e significato alla mission aziendale di chi fa distribuzione di prossimità. L’attività di accompagnamento portata avanti dal Consorzio AASTER ormai da un triennio è finalizzata a sostenere il CDA nella riduzione di questo gap, operando con iniziative di ricerca partecipata e animazione territoriale che hanno puntato a rappresentare l’evoluzione della struttura e dell’organizzazione imprenditoriale, la complessa articolazione delle relazioni di filiera, e delle trasformazioni dei mercati di riferimento a livello territoriale quale esito dell’interazione tra gli attori economici, sociali ed istituzionali che concorrono a formarne la specifica strutturazione delle relazioni di mercato. Si è trattato di un complesso di attività di auto-inchiesta, ricerca e animazione territoriale, rappresentazione documentaristica che hanno dato origine, tra le altre cose, a strumenti di auto-rappresentazione quali il docufilm “Le reti dell’ultimo miglio”, prodotto da AASTER e IULM, e al libro “I turismi visti dall’ultimo miglio. Le piattaforme del turismo tra prossimità e simultaneità globale” (2024).“Territori in tour – Turismi, lavori, logistica e sostenibilità nelle piattaforme territoriali dell’Horeca” si configura come un’iniziativa che mira, attraverso l’ascolto, il racconto e la riflessione territoriale, a costruire momenti locali di rappresentazione dei territori di insediamento dei soci nell’ottica di alimentare una “coscienza di luogo” capace di confrontarsi con le grandi trasformazioni e ricadute indotte dai flussi turistici, di cui la filiera Horeca è tondino di ferro. Senza la presunzione di “risolvere problemi” o “dare ricette”, i momenti locali di cui si dà conto in queste pagine, organizzati nel corso dell’anno, e destinati a proseguire nel 2025, sono da inquadrare come piccolo contributo dei soci locali e del CDA nel capacitare i territori, all’interno dei quali si vive e si fa impresa, ad avere maggiore consapevolezza dei processi trasformativi in corso indotti da un’economia dei turismi e dei consumi fuori casa che richiede discernimento collettivo diffuso, pena il rischio di esserne travolti o, al contrario, esclusi.

Distretti Sociali e Comunità in itinere nel Mezzogiorno 2022

Committente: Fondazione Con il Sud


L’inchiesta territoriale portata avanti con alcune tra le organizzazioni del terzo settore più strutturate del Mezzogiorno (associazioni di volontariato, cooperative sociali, fondazioni di comunità, etc.) si inscrive nel filone del “terzo racconto” riguardante le complesse parabole dello sviluppo nelle quali si vanno scomponendo e ricomponendo le aree del Sud. Lo sviluppo non è solo questione di intervento dello Stato o di Mercato indotto dall’alto, ma è anche territorio come costruzione sociale, come forme assunte dal capitale sociale e della qualità dell’intreccio tra comunità di cura, comunità operosa e azione pubblica. Il carotaggio qui presentato non è tuttavia incentrato esclusivamente sul rapporto tra PA e terzo settore quanto piuttosto sull’evidenziare come cambiano e si evolvono le forme della leadership territoriali espresse da alcune importanti organizzazioni attive in diverse aree geografiche del Mezzogiorno, come si evolvono le relazioni con la sfera della politica, non tanto come rapporto con gli apparati e con le forme e le culture politiche, quanto piuttosto con riferimento al contenuto politico dell’agire organizzativo, anche in rapporto alle politiche di alleanza con organizzazioni della stessa natura, spesso diluite nella prassi delle “cordate” consolidate dalla logica del bando. Terzo ambito di carotaggio, strettamente intrecciato ai precedenti, riguarda i processi di allargamento e qualificazione delle relazioni orientate allo sviluppo complessivo del territorio, partendo dal nocciolo duro del welfare e della promozione sociale per allargarsi ad ambiti che rimandano alle vocazioni economico-produttive dei territori: agricoltura, manifattura, turismo e commercio, beni culturali, etc. Qui l’attenzione non è stata tanto rivolta a come il terzo settore incorpori il fare impresa indotta dal desiderio o dalla necessità di creare posti di lavoro per soggetti più o meno svantaggiati, quanto piuttosto si è cercato di evidenziare la capacità del terzo settore di contribuire alla costruzione di visioni di sviluppo condivise con mondi tradizionalmente lontani come le imprese, le professioni, etc.

Il CDA come comunità professionale in itinere 2022

Committente: Consorzio Distributori Alimentari


Nel corso degli ultimi quindici anni anche gli operatori del settore della distribuzione di bevande hanno sperimentato un aumento significativo del grado di complessità che connota il fare quotidianamente impresa in mercati sempre più turbolenti e imprevedibili. Due, in estrema sintesi, i caratteri di tale metamorfosi. Da una parte la forza motrice del cambiamento scaturisce dalla dialettica tra logica dei flussi (immediatamente associabile al mondo delle transnazionali del beverage) e logica specifica dei luoghi, tra istanze di modernizzazione accelerata e resilienza delle culture locali, intese come culture che strutturano anche il modo di fare impresa e di consumare. Dall’altra la forza di tale cambiamento si è fatta, già nel corso dell’ultimo decennio e a maggiore ragione con la pandemia, decisamente più selettiva sotto il profilo delle opportunità offerte dai mercati, più estrattiva e meno generativa rispetto alle economie territoriali. Volendo mutuare le categorie interpretative tradizionalmente applicate alle trasformazioni avvenute nel modello capitalistico italiano a matrice manifatturiera, possiamo individuare tre fasi di sviluppo della distribuzione delle bevande: Le dinamiche trasformative cui abbiamo fatto cenno, unita all’impatto della pandemia, agiscono sul bacino degli associati producendo diverse tipologie di imprese che si strutturano sulla base della diversa capacità di interpretare i mercati, di un diverso gradiente di identificazione associativa, di un diverso valore attribuito al radicamento territoriale. Compito del Consorzio è quello di tenere assieme tendenze che possono anche essere divergenti puntando a generare un’articolata visione comune (lo spazio di rappresentazione) di convergenza.

Innovazione, digitalizzazione e lavoro emergente nelle imprese bancarie e assicurative – Inchiesta sul lavoro nella neofabbrica finanziaria 2017

Committente: Camera del Lavoro di Milano (2017) sociale


Tra l’autunno del 2016 e la primavera 2017 il Fisac-Cgil di Milano ha promosso un’inchiesta sulle trasformazioni del lavoro nell’industria del credito e delle assicurazioni, da anni investita da profonde trasformazioni sotto la duplice pressione della crisi e del cambiamento tecnologico (digitalizzazione). L’inchiesta, programmaticamente esplorativa, fa sintesi tra una metodologia di lavoro e l’impegno di un gruppo di delegati, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di conoscenza e intervento sindacale attraverso il più “operaista” dei metodi, applicato alle “neofabbriche finanziarie” in uno dei punti alti dello sviluppo. Puntare l’obiettivo sulla soggettività dei lavoratori della finanza a Milano, significa infatti praticare l’inchiesta al centro dei processi di crisi, di innovazione, di cambiamento del nostro paese.

Teatro Pubblico Pugliese 2015

Committente: Teatro Pubblico Pugliese


Il tema della promozione dell’economia e delle industrie creative è divenuto nel corso dell’ultimo decennio una delle questioni centrali dello sviluppo nell’era dell’economia della conoscenza. In tutta Europa oltre ad essere fondamentale tessuto identitario la cultura rappresenta un sempre più significativo sistema di produzione. Grandi cambiamenti demografici, sociali, economici e tecnologici stanno sempre più spingendo in questa direzione. Anche le policies comunitarie così come quelle nazionali e regionali tendono sempre più a considerare il settore culturale, nelle sue diverse specializzazioni, come un formidabile motore di innovazione sociale ed economica, come elemento qualificante per il benessere e la qualità della vita dei territori e dunque come fattore di attrazione per investimenti, ricerca e turismo. La stessa Unione Europea nel contesto della crisi attribuisce a cultura, creatività e innovazione un ruolo vitale per la competitività e lo sviluppo delle economie e delle società. La Puglia nel panorama delle regioni italiane ormai da anni si è posizionata ai vertici per la crescita di un tessuto diffuso di imprese creative e culturali, di grandi eventi, di politiche pubbliche orientate a sostenere con forza lo sviluppo dell’economia della cultura. Con particolare enfasi sul sostegno alle radici identitarie e territoriali delle filiere e al protagonismo giovanile. Già nel 2015 il sistema-cultura pugliese era davanti alla necessità di una svolta profonda in termini di rafforzamento della sua struttura, autonomia, rapporto con il territorio. La forte e a volte eccessiva dipendenza dal finanziamento pubblico delle attività, la ridotta strutturazione imprenditoriale di alcuni settori, la debole strutturazione delle filiere e le difficoltà sul piano della produzione di contenuti oltre che della loro rappresentazione, la polverizzazione degli operatori e spesso la loro ridotta professionalizzazione, la debolezza delle reti cooperative tra grandi eventi e tessuto creativo diffuso e tra filiere dell’industria culturale e filiere del made in Italy, sono tutti fattori che complicano la transizione dell’industria creativa pugliese.

Vecchie e nuove professioni a Roma. L’evoluzione del mercato del lavoro in Provincia di Roma: le professioni del terziario 2012

Committente: Provincia di Roma


L’area metropolitana di Roma costituisce, con Milano, una delle poche concentrazioni nazionali di lavoro e imprese del “terziario professionale”. Il progetto, attraverso la realizzazione di una ricerca articolata in due distinte fasi di rilevazione (una qualitativa e una quantitativa) a delineato una mappa analitica, situata in questa specifica fase della vicenda sociale ed economica della città, del mondo delle professioni nell’area romana. La popolazione di riferimento dell’indagine è stata costituita dall’universo del lavoro professionale nella sua complessità, che include dunque professioni regolamentate e non, esercitate sia in forma di lavoro indipendente (come liberi professionisti o lavoratori autonomi/free lance), sia in forma imprenditoriale (nell’ambito di piccole società terziarie), sia come lavoro subordinato (all’interno di organizzazioni), protetto piuttosto che precario o intermittente. L’ipotesi che ha sorretto l’impianto di ricerca è che le trasformazioni del sistema produttivo abbiano favorito forme di convergenza tra “nuove” e “vecchie” professioni nel contesto della formazione di un grande bacino del lavoro della conoscenza, tuttavia sempre più articolato internamente e strutturalmente polarizzato . Il problema al centro della ricerca è stato il problematico rapporto tra logiche del professionalismo (per molti aspetti ancora ideologia egemone nel lavoro intellettuale) e lavoro della conoscenza in generale, nel quadro della svolta cognitiva dell’economia degli ultimi decenni.

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.