Missioni di sviluppo
Le “missioni di sviluppo” sono stati interventi di animazione territoriale promossi negli anni ’90 dalla Società per l’Imprenditorialità Giovanile (IG) presieduta da Carlo Borgomeo per far emergere e accompagnare progettualità locali, soprattutto nelle aree deboli e nel Mezzogiorno, in attuazione della legge 44/1986 sull’imprenditorialità giovanile. L’idea era passare dal semplice finanziamento di singole imprese giovanili a un’azione di sviluppo locale: leggere bisogni e risorse di un territorio, mettere in rete soggetti diversi e costruire condizioni favorevoli alla nascita di nuove iniziative economiche guidate da giovani. Le missioni miravano a far emergere quella che Aldo Bonomi definiva “progettualità molecolare” già presente nei territori (imprese, associazioni, amministrazioni), rafforzandola con un accompagnamento strategico e relazionale, non solo con incentivi economici.