“Il cibo giusto. Voci dalle filiere del cambiamento”

“Il cibo giusto. Voci dalle filiere del cambiamento”

L’appuntamento organizzato da Coop Alleanza 3.0, trasmesso dal Binario centrale dello spazio DumBo di Bologna, dedicato alle filiere analizzate in termini di sostenibilità sociale, ambientale, economica attraverso l’approccio sistematico e cooperativo tra soggetti.


L’intervento di Aldo Bonomi apre la tavola rotonda moderata dal direttore Rai Emilia-Romagna, Fabrizio Binacchi; presenti anche il fotografo ambientale, Luca Locatelli, la climatologa Paola Mercogliano, la segretaria generale della Flai Cgil di Taranto, Lucia Lapenna, l’imprenditrice agricola Francesca Nadalini e il presidente di Coop Alleanza 3.0 Mario Cifiello.

Ispirandosi al microcosmo “La metamorfosi delle piattaforme agricole“, Fabrizio Binacchi chiede ad Aldo Bonomi cosa rappresentano le filiere agroalimentari oggi in un Paese dove si vota col portafoglio e si mangia con la testa?

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I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.