Territori in tour, il futuro dell’Horeca in viaggio per l’Italia

di Simone Pazzano  - La Repubblica 

Turismo, lavoro e sostenibilità nel settore del “fuori casa” sono i temi al centro del progetto itinerante ideato dal consorzio di distributori di bevande Cda

Il settore Horeca sta emergendo sempre più come un potente motore di crescita economica e culturale per le diverse regioni italiane. Con la prima tappa di Castelfranco Veneto (6 maggio) è partito Territori in tour, un progetto promosso dal consorzio di distributori di bevande Cda, che mette al centro proprio il “fuori casa” e segna l’inizio di un percorso itinerante che toccherà diverse realtà italiane, stimolando la discussione sullo sviluppo turistico e commerciale dei territori del Bel Paese.
Un’iniziativa mirata a creare confronto e condivisione tra operatori Horeca, i servizi turistici, le istituzioni locali e le rappresentanze di settore.

Le tematiche al centro del progetto

Il progetto “Territori in tour” vuole esplorare e promuovere le tematiche di turismo, lavoro, logistica e sostenibilità all’interno del settore Horeca, un comparto che sta assumendo un ruolo sempre più centrale nello sviluppo economico e sociale delle regioni italiane. Attraverso questa serie di incontri e le attività di ascolto e ricerca territoriale affidate al Consorzio Aaster, Cda intende leggere e delineare le traiettorie future di sviluppo del settore del “fuori casa”, enfatizzando l’importanza della digitalizzazione, della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa.

La giornata di Castelfranco Veneto, che si è svolta da Ferrowine ed è stata organizzata in collaborazione con Ferro Distribuzione, ha visto la partecipazione di figure chiave come Lucio Roncoroni, direttore di Cda, e Aldo Bonomi, fondatore del Consorzio Aaster. Oltre al padrone di casa Giovanni Ferro e a Gianfranco Giovine, Assessore al Turismo del Comune di Castelfranco Veneto, hanno condiviso riflessioni e iniziative per rendere i territori più competitivi e coesi anche Renato Mason, Segretario della Cgia di Mestre, Luca Romano, fondatore di Lan di Padova, Claudio Bertorelli, paesaggista Aspro Studio di Vicenza e diversi operatori del “fuori casa” attivi da tempo sul territorio.

Un primo incontro che è stato prezioso per discutere le nuove sfide manageriali e le opportunità di crescita professionale e imprenditoriale in una regione ad alto tasso turistico come il Veneto, come sottolineato anche da Lucio Roncoroni: “Oltre a esplorare nuove sfide manageriali, questi appuntamenti ci permettono di confrontarci direttamente con gli operatori locali, creando sinergie fondamentali per il progresso del settore”.

Prossime tappe: dalla Valle d’Aosta alla Campania

L’iniziativa non si ferma però a Castelfranco Veneto. Territori in tour è destinato infatti a diventare un appuntamento itinerante che percorrerà l’Italia, portando dibattiti e scambi di esperienze nelle diverse regioni della Penisola. Un’occasione importante per ampliare la discussione sul mondo Horeca, sulle profonde differenze che caratterizzano i territori italiani e su come le realtà locali possono integrare innovazione e tradizione per un futuro sostenibile e prospero.

Le prossime tappe del progetto, in programma dopo l’estate ad Aosta e in Campania tra Napoli e il Cilento, alimenteranno ulteriormente questo “laboratorio mobile” per l’analisi e lo sviluppo delle pratiche più efficaci nel campo del turismo e del fuori casa. L’obiettivo è quello di creare una rete di conoscenze e competenze che possano contribuire in modo concreto alla crescita del settore.

Attraverso “Territori in tour”, il consorzio Cda conferma l’impegno a essere un attore proattivo nella promozione del settore Horeca e di un modello di business consapevole e orientato al futuro, dimostrando come l’intersezione tra commercio e cultura possa generare valore aggiunto per l’intero sistema economico e sociale del Paese.

14 maggio 2024
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I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.