XXII Seminario estivo della Fondazione Symbola

XXII Seminario estivo della Fondazione Symbola

“Noi siamo i tempi” è il titolo dell’edizione 2024 del Seminario estivo della Fondazione Symbola, tenutosi a Mantova dal 27 al 29 giugno.
Il motto individuato dalla Fondazione presieduta da Ermete Realacci è estrapolato dalla famosa frase di Sant’Agostino “Sono tempi cattivi, dicono gli uomini. Vivano bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi”, scelto per richiamare le nostre responsabilità – le scelte culturali, economiche e sociali che dobbiamo fare – per affrontare le crisi presenti, incombenti e future; climatica, demografica, energetica e geopolitica.

Al seminario sono state coinvolte diverse realtà istituzionali, imprenditoriali e sociali che con il loro impegno dimostrano che è possibile costruire tempi migliori promuovendo un’economia e una società a misura d’uomo.

In video dell’intervista ad Aldo Bonomi

In video la tavola rotonda finale del Seminario

 

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.