Numero 35 – la Malaombra, agosto 2009

Il perturbante caso dei suicidi in una vallata alpina

Indice.

Editoriale, Aldo Bonomi, La malaombra

-Continuare a cercare

Augusto Bormolini, Dalla conoscenza all’azione

Diego Coletti, Desiderio di morte e more del desiderio

Giulio Boscagli, Famigia e comunità (dialogo con Albino Gusmeroli)

Mario Ballantini, Anatomia della speranza

Tiziana Baruffini, Clinica e passioni tristi: sintesi possibile?

-La ricerca

Albino Gusmeroli, Claudio Donegà, Il perturbante caso dei suicidi in una vallata alpina (ricerca Aaster-Caritas Sondrio)

Il commento di Eugenio Borgna

-Continuare a capire

Davide Van De Sfroos, La ruota e il criceto (dialogo con Aldo Bonomi)

Franco Loi, Coscienza, conoscenza ed esperienza (dialogo con Aldo Bonomi)

Marco Dotti, Handke e l’infelicità senza desideri

Davide Rampello, L’immaginario frantumato (dialogo con Albino Gusmeroli)

Annibale Salsa, L’antropologico spaesamento

Bifo Berardi, Le psicopatie dell’era connettiva

Cecco Bellosi, I figli della comunità incompiuta

Virginio Colmegna, Passioni a bassa intensità (dialogo con Sara De Carli)

Johnny Dotti, Dai Lanzichenecchi ai flussi. La sfida della generatività

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.