Le Rappresentanze nella Questione Settentrionale – 1996

Indice:

Introduzione: Giuseppe De Rita

Considerazioni generali

Rapporto “I problemi della rappresentanza nel racconto dei testimoni privilegiati”

1. Il depotenziamento e la complicazione dei problemi e dei conflitti

2. Le rappresentanze a geometria variabile rispetto alle dinamiche territoriali

3. La transizione dal fordismo al post-fordismo: verso il nuovo modo di produrre del capitalismo molecolare

4. I sette Nord e il territorializzarsi della rappresentanza

5. Da una rappresentanza verticale ad una rappresentanza orizzontale

6. Mutamento della politica e ruolo delle Parti Sociali

7. Dall’associarsi per appartenenze-interessi all’associarsi per servizi

8. Fare coalizioni sociali

Gruppo di lavoro: Aldo Bonomi, Anna Barbara, Gisella Bassanini, Claudio Donegà, Gianmario Folini, Aldo Marchetti, Chiara Menato, Vittorio Moioli, Federico Moro, Sergio Remi, Luca Romano, Alessandro Scassellati.

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.