La Triennale di Milano in questa occasione si fa luogo di rappresentazione della nuda vita, intendendosi con questa metafora filosofica il tumultuoso apparire sulla scena del nuovo millennio del corpo come macchina produttiva, nel suo essere luogo ove si pensa, si comunica e si riproduce. L’altra faccia della nuda vita è la vita nuda: quanto il corpo torna ad essere relegato alla sua funzione elementare di macchina di sopravvivenza. Il carcere è uno di questi luoghi. La Triennale ha promosso il progetto LA RAPPRESENTAZIONE DELLA PENA, per riconoscere e riconoscersi in quell’universo segregato, attraverso una mostra e molteplici momenti di riflessione.
Comitato scientifico: Aldo Bonomi (coordinatore), Gianni Canova, Lucia Castellano, Virginio Colmegna, Fracesco Maisto, Franco Origoni, Luigi Pagano, Marella Santangelo.
Contributi di: Alberto Abruzzese, Edoardo Albinati, Stefano Arduini, Haim Baharier, Paola Papi Barbato, Riccardo Bonacina, Aldo Bonomi, Massimo Cacciari, Gianni Canova, Lucia Castellano, Giancarlo Cauteruccio, Virginio Colmegna, Franco Corleone, Sara De Carli, Ornella Favero, Franco Loi, Uliano Lucas, Francesco Maisto, Alessandro Margara, Salvatore Natoli, Valerio Onida, Luigi Pagano, Davide Rampello, Gianfranco Ravasi, Marco Revelli, Younis Tawfik, Vincenzo Ruggiero, Lia Sacerdote, Marella Santangelo, Sergio Segio, Adriano Sofri, Dionigi Tettamanzi, Benedetta Verrini.