
La mostra ha messo in scena la ricerca sociale su un mondo, la città infinita, che altro non è che la metafora dell’ipermodernità e dello spaesamento del vivere e del produrre in Lombardia. Ha raccontato dell’andare in quel territorio ove siamo un po’ tutti “nomadi e prigionieri” alla ricerca di ciò che non è più, la comunità originaria, e di ciò che non è ancora, la città infinita.
Contributi di: Alberto Abruzzese, Arnaldo Bagnasco, Linda Barsotti, Laura Bolzoni, Veronica Caglio, Cristiana Colli, Salvatore Cominu, Gianni Berengo Gardin, Aldo Bonomi, Massimo Cacciari, Antonio Caronia, Vanni Codeluppi, Virginio Colmegna, Aldo Colonetti, Claudio Donegà, Daniele Germiniani, Albino Gusmeroli, Franco La Cecla, Runa Lazzarino, Uliano Lucas, Antonio Morra, Franco Origoni, Enzo Papetti, Bruna Pedrazzoli, Francesco Radino, Davide Rampello, Sergio Remi, Luca Romano, Edward Rozzo, Enzo Rullani, Raymundo Sesma, Anna Steiner, Laura Stenico, Annalisa Treccani, Davide Van de Sfroos, Ugo Volli.