Iter – Ethnos e Demos (a cura di Aldo Bonomi e Pier Paolo Poggio), Mimesis 1999

Dal leghismo al neopopulismo

Le profonde, trasformazioni economiche sociali e politiche, attualmente in corso in Italia, necessitano di estrema attenzione e risultano particolarmente significative per quanto concerne la parte settentrionale del paese. A partire da questa istanza, un gruppo di ricercatori di grande professionalità ha dato luogo a una riflessione molto articolata, che ha affrontato, da una pluralità di punti di vista, tali mutamenti, per tentare di coglierne le motivazioni e scoprire l’esito vers cui essi tendono. Particolare attenzione, in questo senso, è dedicata alla Lega nord, per cogliere, nell’evoluzione delle istanze socio-economiche che in essa si rappresentano — e in analoghe esperienze comuni a vari paesi europei — l’attuale significativo passaggio epocale: la ridefinizione della rappresentanza politica e degli interessi ‘forti’ attualmente in atto nelle aree più significative dell’intero continente.

Contributi di: Agostino Amantia, Gabriele Blasutig, Aldo Bonomi, Alberto Burgio, Stefano Cavazza, Sergio Dellavalle, Sandro Fontana, Giuseppe Gangemi, Francesco Germinario, Aldo Marchetti, Oscar Mazzoleni, Giulia Missale Frey, Vittorio Moioli, Primo Moroni, Bernard Poche, Pier Paolo Poggio, Daniele Ungaro

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.