Itaca 9 – maggio 2008

Brescia: la Leonessa punta su formazione, servizi e distretti - Mirafiori: il progetto e le resistenze a matrice - Passioni & Interessi, così la Sicilia rompe con il passato - Reggio Emilia: storia e morfologia di un successo - Dossier: Città Alpine come laboratori di alta quota.

Editoriale: Alessandro Profumo

Daniele Germiniani, Ora la Leonessa punta su servizi e distretti super specializzati

Rodolfo Ortolani, Progetto “east-gate”: fare matching con l’Est Europa

Zeno Rotondi, Come interagiscono banche e imprese nell’internazionalizzazione

Aldo Bonomi, Passioni & Interessi, così la Sicilia rompe con il passato

Albino Gusmeroli, Reggio Emilia: morfologia e storia di un successo

Riccardo Della Valle, Evoluzione di una banca locale: da Carire a UniCredit

Claudio Donegà, Un masterplan per la crescita dello spazio metropolitano di Roma

Paolo Cerri, Modena come laboratorio di integrazione

Simone Bertolino, Dall’economia di prossimità all’economia delle esperienze

Enzo Rullani, Ma il futuro non è solo low-cost

Salvatore Cominu, Il progetto Mirafiori e le resistenze a matrice

Sergio Agustoni, Città alpine: laboratori in alta quota

 

 

 

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.