Itaca 5 – novembre 2006

Famiglia Spa: come governare il passaggio tra generazioni - Dal Monferrato e dalle Langhe si vede Praga - La Sicilia si candida a piattaforma del Mediterraneo - Umbria: il capitalismo dolce dell'Italia civica.

Editoriale, Aldo Bonomi

Albino Gusmeroli, Migrazioni tra flussi e luoghi: i quattro modelli di Modena

Giosuè Boldrini, Rimini: la regina delle vacanze ha bisogno di un rilancio

Aldo Bonomi, Marcello De Luca, Grand Re-Tour: la Sicilia piattaforma mediterranea

Simone Bertolino, Cristiana Colli, Il capitalismo dolce dell’Italia civica: il caso dell’Umbria

Mirano Sancin, Kilometro Rosso, il parco scientifico che misura la competitività del territorio

Riccardo Galli, Innovazione e creazione d’impresa per la soft economy

Donato Iacobucci, Alessandro Iacopini, Valentina Mini, Marche: un progetto per connettere ricerca e industria

Patrizia Troisi, Virgilio Piazzi, Banche e agricoltura: quale sostegno sull’asse Mantova, Cremona, Lodi

Riccardo Bonacina, Savino Pezzotta, Cinque sfide per lanaciare la nuova Africa

Vladimiro Rambaldi, Famiglia Spa: come governare il passaggio generazionale

Roberto Nicastro, Il “credito di territorio” e la banca, l’esperienza dei Consorzi Fidi

Giuseppe Berta, Salvatore Cominu, A Torino si studia come coordinare lavoro e sapere

Mauro Marcantoni, Ferruccio Cazzanelli, Così si investe in Trentino-Alto Adige

Nadio Delai, Una nuova frontiera per la Corporate Social Responsability

Paolo Cerri, Dal Monferrato e dalle Langhe si vede Praga

Fabio Renzi, La Campionaria delle qualità italiane

Annalisa Citterio, Ilaria Lenzi, Reti di responsabilità sociale al servizio del territorio

Riccardo Della Valle, Edoardo Massaglia, Banca-Territorio: la seconda volta dei Comitati Locali UniCredit

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.