Itaca 4 – luglio 2006

Viaggio in Puglia, regione del "mare corto" - Il Marcheshire: grande museo, parco naturale e marino - Mirafiori: che fare del simbolo del fordismo italiano? - Dossier: l'economia italiana vista dai territori

Indice:

Editoriale, Alessandro Profumo

Albino Gusmeroli, I nuovi problemi dell’immigrazione e dell’integrazione socio-culturale: il caso di Modena

Aldo Bonomi, Ora i Comitati locali puntano a Mezzogiorno, ma di Sud ce ne sono molti

Fabio Renzi, Symbola: programma, indirizzi e attività della fondazione

Cristiana Colli, Il Marcheshire grande museo, parco naturale e marino

Tania De Ascentiis, Un tableau de bord per ridisegnare lo spazio metropolitano di Roma

Francesco Estrafallaces, Grandi opere sulla rampa di lancio

Salvatore Cominu, Mirafiori: che fare dello stabilimento simbolo del fordismo italiano?

Paolo Cerri, Bruno Zanaboni, Il Piemonte meridionale: economia, università e fattori di successo

Patrizia Troisi, Per un sostegno innovativo alla subfornitura meccanica nel bergamasco e nel bresciano

Riccardo Galli, Esplorazione per un distretto biomedicale sull’asse BG-BS

Cristina Pedicchio, Science Park, il caso Trieste: storia, sviluppo, progetti

Rodolfo Ortolani, Banche e sistema dei Confidi: i due binari della fiducia

Claudio Donegà, Le dinamiche imprenditoriali della meccanica bolognese

Claudio Donegà, Il capitalismo umbro nelle reti lunghe della competizione

Daniele Germiniani, Il Grand Re-Tour parte da Genova Repubblica Marinara nelle reti globali

Simone Bertolino, Viaggio in Puglia regione del “mare corto”

Matteo Ferrazzi, il ruolo dell’Italia nei Balcani: le possibili sinergie

Riccardo Della Valle, Edoardo Massaglia, Comitati Locali più forti nelle reti che innovano le basi produttive

Aldo Bonomi, Nadio Delai, Marco Fortis, Gianfranco Viesti, Dossier: L’economia italiana vista dal territorio

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.