Itaca 3 – marzo 2006

Perché un nuovo "Viaggio in Italia" - in Lombardia l'agricoltura chiede più credito alle banche - Monorchio e Mondello sul nuovo masterplan di Roma - Comitati Locali UniCredit: da sensori a protagonisti

Editoriale: Rolando Picchioni

Andrea Monorchio, Comitato di Roma primi progetti: logistica, turismo, piccole e medie imprese

Chicco Testa, Si fa presto a dire capitale burocratica

Fabrizio Sadun, Mondello: tenere insieme competitività e solidarietà

Francesco Cancellato, Daniele Germiniani, L’agricoltura lombarda e il suo non facile rapporto con il sistema del credito

Paolo Cerri, Banche, multiutilities e capitalismo delle infrastrutture e delle reti territoriali

Simone Bertolino, Linda Barsotti, Dal municipalismo alle reti: così crescono le utilities

Albino Gusmeroli, Artigianato lombardo: il credito restaa abbondante ma…

Luciano Consolati, Quale finanza per i distretti industriali

Roberto Nicastro, Capitalismo dei piccoli talenti e modelli: le imprese minori al giro di boa

Aldo Bonomi, Salvatore Cominu, il MI-TO come primo anello di un sistema multipolare del Nord Ovest

Vladimiro Rambaldi, Bruno Zanaboni, La montagna non è più territorio di confine, ma spazio d’incontro fra culture e stili di vita

Riccardo Della Valle, Edoardo Massaglia, Da sensori a protagonisti: i Comitati locali hanno vinto la sfida e i nuovi orizzonti…

Vittorio Borelli, L’Europa a 25 arranca?

Nadio Delai, Nord Est: ora ai Comitati il compito di una strategia di ospitalità di area vasta

Aldo Bonomi, Symbola: un laboratorio per pensare locale e agire globale

 

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.