Itaca 2 – settembre 2005

Comitati Locali: terminali intelligenti di un progetto di crescita globale - Bonomi-Berta: il futuro di Torino non è solo "company town" - E Roma si candida a diventare capitale economica - Fashion: come aiutare i campioni del made in Italy

Editoriale, Riccardo Della Valle

Riccardo Della Valle, Edoardo Massaglia, Terminali intelligenti di un rivoluzionario progetto di crescita globale

Giovanni Cocconi intervista Giuseppe Berta, Nel futuro di Torino non c’è più solo la company town

Salvatore Cominu, Langhe-Monferrato: sistemi e progetti di un’eclettica terra di mezzo

Claudio Donegà, La qualità della Piccola Grande Italia

Paolo Cerri, Finanza, impresa e centri di ricerca: un impegno comune per l’innovazione in Piemonte

Bruno Zanaboni, Il sistema paese visto da Comitati locali UniCredit

Alessandra Cipolla, Roma si candida: nel nuovo millennio vuole diventare capitale economica

Walter Veltroni, Io Roma la vedo così

Fabio Tamburini, Patrizia Troisi, Fashion: come aiutare i campioni del Made in Italy

Nadio Delai, Così a Verona l’anziano diventa risorsa vitale per il territorio

Mauro Marcantoni, Ferruccio Cazzanelli, Trento: competere da piccoli

Albino Gusmeroli, Alberto Naef, Premio OK Italia: focus sull’evoluzione delle imprese agricole, agroalimentari e del turismo

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.