Itaca 11 – marzo 2009

Speciale Il futuro della rappresentanza in Italia - Bologna: riorganizzare la rappresentanza lungo le costellazioni del valore; Venezia: quanto pesano globalizzazione, liberalizzazioni e flessibilità; Bari: non c'è più spazio per il contrattualismo meridionale; Brescia: affari e politica, conservazione o modernizzazione?; Roma: tra politica degli interessi e interesse generale. - L'arco alpino: tradizione, ricerca e innovazione nella green economy

Speciale il futuro della rappresentanza – Contributi di: Dario Allegra, Luigi Angeletti, Aldo Bonomi, Carlo Borgomeo, Duccio Campagnoli, Aristide Canosani, Maurizio Castro, Paolo Feltrin, Francesco Giacomin, Giovanni Gomiero, Alessandro Laterza, Bruno Manghi, Emma Marcegaglia, Luigi Mastrobuono, Liborio Mattina, Massimo Morisi, Paolo Pirani, Franca Porto, Alessandro Profumo, Enzo Rullani, Maurizio Sacconi, Gian Carlo Sangalli, Vendemiano Sartor, Pietro Taralli, Italo Turdò, Gianfranco Viesti, Stefano Zan

Consorzio Aaster, Dossier: l’Arco Alpino, tradizione, ricerca e innovazione nella green economy

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.