I mutamenti del lavoro nella Questione Settentrionale – 1998

Indice:

Introduzione, Giuseppe De Rita

1. Torino: i lavori nell’evoluzione della città fordista

2. Milano: nuove figure del lavoro. Il caso dell’editoria

3. Brescia: il lavoro autonomo di seconda generazione nelle cooperative sociali

4. Modena e Bologna: il lavoro autonomo nell’evoluzione dei sistemi produttivi

5. Rimini: le forme di lavoro autonomo lungo le filiere del loisir

Appendice: Un focus group nel Nord Est sulla tematica del lavoro autonomo

Gruppo di lavoro: Aldo Bonomi, Claudio Donegà, Gianmario Folini, Carlo Formenti, Chiara Menato, Nicola Montagna, Federico Moro, Fulvio Perini, Luca Romano, Alessandro Scassellati.

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.