Se l’Italia fa l’Italia. Sostenibilità, Europa, Futuro

Dal 12 al 14 giugno 2025 si è svolto a Mantova, al Teatro Scientifico del Bibiena, la XXIII edizione del Seminario Estivo della Fondazione Symbola

Il Seminario Estivo ha dato visibilità e rappresentazione alle tante realtà istituzionali, imprenditoriali e sociali che con il loro impegno dimostrano che è possibile costruire tempi migliori promuovendo un’economia e una società a misura d’uomo. Un ricco programma di convegni, dibattiti, appuntamenti e presentazione di libri che ha visto la partecipazione di imprenditori, scienziati, intellettuali e rappresentanti dell’economia, della politica e della società.
Tra le sfide da affrontare, la più impegnativa quella di rendere l’economia e la società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro. Una sfida ignificativa per le sorti globali, visto che quello europeo è il più grande mercato del mondo per popolazione e PIL. L’Italia può dare un decisivo ed originale contributo a questa idea umanistica di economia e di società grazie alla sua capacità di tenere insieme innovazione e tradizione, coesione sociale, nuove tecnologie e bellezza, capacità di parlare al mondo senza perdere i legami con territori e comunità, sostenibilità, flessibilità produttiva, competitività.

L’intervento di Aldo Bonomi, direttore AASTER

I principali percorsi di Aaster.

Sul confine del margine tra flussi e luoghi.

Il gruppo di lavoro Aaster continua a raccontare la metamorfosi dei territori attraverso sette percorsi che intrecciano flussi globali e forme di vita localizzate.

  1. Le migrazioni sono lette come dispositivi di “riconoscere e riconoscersi”, che ridefiniscono appartenenze, lavoro e welfare in chiave di inclusione/esclusione.
  2. Le Missioni di sviluppo hanno contribuito a costruire visioni condivise e scenari del “non ancora” per attori locali mobilitati in percorsi coalizionali.
  3. I patti territoriali si innestano nella lunga stagione dello sviluppo locale come tentativo di autogoverno dello sviluppo in forma coalizione.
  4. Il capitalismo molecolare, i distretti produttivi e il passaggio alle piattaforme territoriali si concentrano sulla riconfigurazione dei sistemi produttivi tra radicamento e reti globali.
  5. Il sociale viene tematizzato come “terzo racconto” e forme della communitas, tra Stato e mercato, valorizzando mutualismo, welfare di comunità ed economie di prossimità.
  6. Nel filone banche e territori, i comitati territoriali divengono infrastrutture relazionali per il riposizionamento dei big players finanziari dentro traiettorie di sviluppo locale.
  7. Infine, reti, utilities, logistica e grandi imprese di servizio sono letti come infrastrutture territoriali, decisive per integrare flussi deterritorializzati e governance dei luoghi.